Ore 9,00 arrivo a Stonehenge. Momento ideale, prima che orge di turisti, trasportati da pullman, invadano la biglietteria, costringendo a file assurde e “disturbando” la perfezione surreale e l’armonia eterea di questo luogo senza tempo, né spazio, oltre i confini materici… laddove il mondo concreto s’interrompe, varcando la soglia del sentiero circolare intorno agli enormi massi, ancora straordinariamente e sorprendentemente in piedi sotto il peso millenario dei nostri sguardi increduli e curiosi.

Mentre automobili percorrono indisturbate la statale a pochi passi, esisti solo tu e la sensazione unica di assoluta comunione con il Tutto, che è paradossalmente totale alienazione da tutto ciò che oltre ti circonda, in completo isolamento: se lo sguardo si concentra sulla struttura, tutto il resto per magia cessa di esistere e ti senti tutt’Uno con l’Infinito.

Numerose speculazioni e ipotesi ruotano intorno al mito di Stonehenge, intriso di mistero e leggenda, che certo il luogo non bisogna di presentazione. Di questo sito, prediletto da studiosi e ricercatori, molto è stato detto, molto ancora si continuerà a dire. Qualunque sia l’autenticità storica che si nasconde dietro le sue vestigia, probabilmente come spesso accade, un po’ della sua verità sta in tutte le teorie postulate sul suo conto e in nessuna di queste. Tuttavia, in un mondo dove tutto è relativo, sarebbe fuori da questo contesto schierarsi da una o dall’altra parte, lasciandosi andare a deduzioni fondamentalmente fini a sé stesse. Sicuramente, ivi si concentra un campo di “energie sottili” d’insolita e “superiore” intensità vibrazionale, in cui mente, corpo e spirito si rigenerano, recuperando uno stato psico – fisico di equilibrio e armonia interiore. Che ci sia il sole, che ci sia il vento, la pioggia o le nuvole, Stonehenge è un portale d’accesso ad altre dimensioni, dove la realtà circostante svanisce di là della nostra percezione, dove è possibile trascendere la nostra condizione terrena e ricongiungersi con l’Assoluto, con ciò che è oltre l’apparenza della finitezza materica…

Luogo di passaggio, espressione dell’Essere nel suo divenire verso il ricongiungimento con Dio. Qui passato e futuro si fondono nell’attimo presente che è Eternità senza confini spazio-tempo, creandosi un varco che annulla le distanze.

Luogo estrinsecazione dell’essere uomo nel suo temporaneo transito terreno, della morte come accesso ad altre estensioni dell’esistenza, come metamorfosi che è divenire, che è ricongiungimento con ciò che di più profondo e divino alberga in noi, che è ritorno all’impulso madre primordiale di massima e totale potenza creativa, laddove la relatività dell’Essere si dissolve, ritornando tutt’Uno con l’Assoluto, attraverso il processo evolutivo di Comunione, Comprensione, Compassione.

La vicinanza della strada e le dimensioni ridotte dei massi rispetto ai grandangoli, cui da sempre ci hanno abituato le immagini e le riprese dei documentari, creano un attimo d’iniziale delusione, mista a scetticismo, subito dimenticata nel momento in cui ci s’incammina lungo il perimetro del monumento, stregati da un indefinibile magnetismo che ivi si sprigiona, in questo luogo dove pare concentrarsi, con particolare intensità e vigore, forze della Natura, sottili sinergie superiori, che ancora oggi sono avvolte dal mistero. Questo luogo etereo si allontana a sud dai paesaggi romantici dell’East Midland… tuttavia chi non può tornarvi in altro tipo di viaggio, magari più incentrato sulla costa, è comunque da non perdere, almeno una volta nella vita, per l’irripetibile e unica sensazione di profonda, intensa, unione e pace con ciò che di più grande, immenso e sconfinato è oltre la nostra piccola dimensione e condizione terrena.

 

𝒮.𝓈𝒾 𝒞ℴ𝓃𝓈𝓊ℯ🗝️ℴ

 

Foto copertina di 10727361 da Pixabay.

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