L’Ordine cosmico si esprime attraverso molteplici linguaggi.
Ogni linguaggio universale è un’arte.
L’arte dei numeri è anch’essa espressione della matrice divina e architetta l’Intero esplicandosi in ogni suo piano.

La formula matematica di Fibonacci è la traslazione in alfabeto numerico del meccanismo del Divenire. Il Divenire è il perenne moto espansivo dell’Assoluto.

Il Tutto avanza contemporaneamente, simultaneamente e costantemente. L’Intero comprende anche l’Origine, la condizione precedente al meccanismo del Divenire, da cui il Tutto stesso ha avuto inizio.

All’origine vi è l’Assoluto in perfetto equilibrio statico. Mente intelligente, energia pura ferma su se stessa. È l’Ordine implicito dell’Intero. Si ha un perfetto equilibrio che è stasi concentrata e incentrata su se stessa.

Chiameremmo questa condizione, questa matrice intelligente inconsapevole, quiete assoluta, che è equilibrio armonico, essenza statica perfettamente controbilanciata, inattiva, senza pensiero, senza volontà e soprattutto senza consapevolezza.

L’Ordine implicito semplicemente è ed è eterno in una condizione di non tempo, non spazio, non profondità, non luogo, non pensiero e non consapevolezza.
Si tratta di un enorme al tempo stesso infinitesimo magma energetico statico potenzialmente creativo.

Alla condizione di stasi accentrata sopraggiunge lo stato di Genesi. Fondamento della Genesi è il principio della Contemplazione: Dio incentrato su se stesso, contemplando se stesso, giunge alla piena consapevolezza di Sé, che è il fattore scatenante il Divenire.

La formula matematica di Fibonacci è l’espressione numerica del meccanismo del Divenire universale, che scaturisce dal principio della Contemplazione e che porta alla piena Consapevolezza e quindi alla Genesi. Ne consegue anche il pensiero creativo. Il pensiero in quanto pura energia creativa è implicito nell’atto di osservare.

La successione di Fibonacci è 0 1 1 2 3 5 8 13 21…

0+1=1  1+1=2  1+2=3  2+3=5  3+5=8  5+8=13  8+13=21  13+21=34 …

* “Zero” (Ordine implicito) è componente l’Assoluto in Divenire ma è preesistente al meccanismo del Divenire stesso; infatti l’interazione (somma) dei “numeri in gioco” parte dal risultato “Uno” (Identità Consapevole).

In origine c’è ‘0’. Zero è ‘Dio che contempla se stesso’.
Il principio della contemplazione, insito nell’ordine implicato primordiale, porta alla consapevolezza di sé, quindi all’Uno in quanto identità.
Attraverso la contemplazione di se stesso che conduce alla consapevolezza di Sé, Dio incentrato su se stesso si sdoppia, si scinde, in entità osservata (0) e identità osservatrice (1), proiettando se stesso all’esterno. Ne deriva il principio della dualità (Tao).

‘0’ è Dio in quanto Intero assoluto.
‘1’, il numero della causa prima, è Dio consapevole di sé.
«… l’uno non è un numero bensì genesi, principio e fondamento di tutti gli altri numeri.» (Köbel, 1537)
‘2’, il numero della polarità o separazione, è Tao, formato da due input divini: uno primordiale tendente alla conservazione di Sé in origine e uno consapevole tendente all’espressione ed espansione del Sé.

Dio si specchia in se stesso, si contempla, e osservandosi prende consapevolezza di Sé (0+1=1): Dio diviene anche altro da Sé.
Ne deriva il principio della dualità (1+1=2 in cui 1-1 = 0-rigine), poiché si determinano due forze progenitrici dell’Essere, due input vitali pari e contrari, uno propenso alla conservazione e uno all’espansione.

‘3’, il numero della sintesi completa, rappresenta l’integrazione, che non nega la precedente separazione, bensì la supera, andando oltre la contrapposizione del ‘2’. È il concetto di Dio Uno e Trino. Dio è Uno che prende consapevolezza di sé manifestandosi attraverso l’atto della creazione.

In sintesi…
‘0’ è Origine assoluta.
‘1’ è Genesi.
‘2’ è Dualità.
‘3’ è Spirito divino creativo in divenire (Spirito Santo).
‘5’ è emblema del principio della divinità di tutte le cose. È il numero dell’anima.
‘8’ rappresenta il processo del divenire determinato dalla natura duale dell’esistenza e proteso all’infinito, alludendo altresì all’equilibrio cosmico.
‘13’ è espressione del principio del divenire che si manifesta. È manifestazione non finita ma aperta, dinamica, relativa. È Uno che si manifesta attraverso lo Spirito Santo. ‘13’ è anche 1+3=4 il numero dell’ordine materiale.
‘21’, la perfezione, è il principio della dualità che tende al ritorno all’Uno (2+1=3).

La successione numerica di Fibonacci si esplica in modo che ogni numero in sequenza sia la somma dei due numeri precedenti. È il concetto del Divenire che è processo dinamico in espansione conservando Tutto ciò che è.

Il Divenire comprendendo il ‘passato’ si apre sul ‘futuro’; è una somma che avanza contenendo Tutto ciò che è: la formula di Fibonacci è una successione in progressione, equivale a dire che ogni numero della serie è la somma, integrazione, dei due numeri precedenti e i valori precedenti a sua volta contengono gli antecedenti. Ossia ogni numero della serie contemporaneamente comprende i precedenti ed è compreso dal numero successivo. È il principio fondamentale del Divenire che garantisce la continuità del Tutto.

Il Tutto avanza in espansione contemporaneamente, continuamente e permanentemente in ogni suo elemento costituente: il Tutto è nell’attimo presente.
Ecco perché l’Eternità è nell’attimo presente.

È il principio dell’Eternità nel qui e adesso. Nel qui e adesso c’è il Tutto.

Nella costruzione di Fibonacci ogni numero è un ‘mattoncino’ del grande disegno universale. I mattoncini s’incastrano poggiando gli uni sugli altri. La loro progressione è aperta all’infinito, non ha fine, perché infinita è l’espansione della Vita, che si esplica in moto solo apparentemente caotico, seguendo in realtà un ordine armonico che sovrintende l’interazione delle forze in gioco.

I principi fondamentali che entrano in atto nel meccanismo del Divenire sono il principio della Contemplazione, il principio della Consapevolezza attraverso la contemplazione e il principio della Dualità, che scaturisce dall’osservazione e conseguente sdoppiamento dell’Essere.

La Dualità è un concetto cardine del Divenire, poiché crea quella tensione di forze in gioco che determina il dinamismo. Altrimenti il sistema, che tende all’equilibrio assoluto, ritornerebbe a un perfetto stato armonico di quiete, precludendo l’evoluzione dell’Universo.

Nell’equilibrio statico non ci potrebbe essere la Vita così come noi la conosciamo e intendiamo. L’evoluzione esistenziale necessita di dinamismo, che è dato dall’interazione degli “opposti”.

 

Foto copertina di Casey Pilley da Pixabay

Write A Comment