Viviamo in un mondo a colori relativo, ordinato dal principio del libero arbitrio e dal potere creativo del pensiero, in cui tutto è vero e il contrario di tutto, dipendentemente dal punto di vista e dalla prospettiva di osservazione, la cui natura definisce la realtà.  La verità assoluta non è di questo mondo. La realtà ha una connotazione soggettiva. Dunque, paradossalmente, qualsiasi teoria avanzata a esplicare il significato profondo della “successione di Fibonacci” assume un valore relativo più o meno potenzialmente corrispondente alla verità assoluta, che comunque nella sua interezza resta un mistero “per noi comuni mortali”…

Indubbiamente prendere coscienza dell’accezione poliedrica magica e geniale, emblema di armonia assoluta, propria della “successione di Fibonacci”, è già di per sé l’ennesima conferma per l’animo umano di non essere solo, ma parte di un disegno divino di suprema bellezza e perfezione.

 

In principio c’è il Nulla, non nel senso di assenza di vita, ma nel senso di vita inconsapevole.

Il signor Nulla è incommensurabile, impalpabile e indefinibile. Vive “tutto solo” ignaro sia di essere che di esistere. In un angolo dell’universo sconosciuto semplicemente ‘dorme’, sprofondato su sé stesso in uno stato sospeso di non vita e in una condizione di alienazione statica.

Il signor Nulla è pura energia dormiente e al tempo stesso è potenziale energia creativa inconsapevole della propria potenzialità di esistenza. In questa condizione di ‘letargo’ accade qualcosa di sorprendente. L’energia potenziale di creazione, coesistendo, determina una tensione e nella mente del signor Nulla scaturisce una scintilla che diviene luce, che diviene sogno. La scintilla di luce accende una visione…

Il signor Nulla ‘vede sé stesso’, destandosi dallo stato dormiente.
È stupefatto. Chi è? Dove si trova? Cosa succede?
Improvvisamente è in uno stato di coscienza alterata, quando una persona si risveglia da un lungo coma e, frastornata, confusa, non ricorda niente di sé stessa, non sa chi è e non sa dove si trova.

Il signor Nulla è magma primordiale di energia vitale che, coesistendo su sé stessa, entra in ebollizione, verificandosi uno stato di tensione vitale. Il conseguente risveglio spinge il signor Nulla alla contemplazione di Sé, giungendo alla consapevolezza di Sé. Non è più il signor Nulla ma diviene il signor Uno.

Contemplando sé stesso, il signor Uno vede riflesso sé stesso come in uno specchio, determinandosi un rapporto di dualità.
L’Uno si specchia e vedendosi riflesso diventa duale, quindi proietta sé stesso all’esterno.

Lo stato di proiezione all’esterno e di consapevolezza produce una forza travolgente, il bisogno di espressione, che porta all’espansione e alla manifestazione.
Ecco che il signor Nulla divenuto il Signor Uno comincia a creare un Mondo a sua immagine e somiglianza, che non è che l’espressione di Sé. Nella sua mente prendono forma i pensieri che accendono un Universo. È un meccanismo in espansione e continua crescita.

Il signor Uno diviene Due, diviene Tre, diviene Universo, diviene Infinito, attraverso il meccanismo del Divenire, che è manifestazione espansiva protesa all’Infinito.
La manifestazione dell’Infinito tende contemporaneamente a ritornare all’Uno… Tende all’Unità e comprende l’Unità senza però mai raggiungerla completamente, altrimenti si ripristinerebbe lo stato primordiale…

La formula di Fibonacci è emblema delle fondamenta del Principio di Tutto ciò che è.

 

(vedi articolo successivo «0+1= Φ»)

 

Foto copertina di Garik Barseghyan da Pixabay

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