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«Vi sto parlando da una nave satellite di salvataggio in rotta su Freedom. Torno a voi per portarvi un messaggio di luce e speranza, lo stesso che ha condotto seicento Verniani in viaggio per la Terra Promessa di Allerheiligen, perché anche voi possiate scegliere tra una vita costruita ad arte dal Potere e una vita di amore e comunione da ricostruire nella Terra Promessa di Allerheiligen. Le mie non sono le parole di una folle, bensì parole di verità, un’altra verità, diversa da quella artificiosa del Potere, ma non per questo senza fondamento. Comprendo che la vostra fiducia in me non sia quella di un tempo e che sia difficile accettare senza riserve queste mie parole, già di per sé incredibili. Sono consapevole che su Freedom mi attende ostilità e promessa di condanna a morte, ho scelto comunque di tornare, non certo da vittoriosa, neppure da sconfitta, spinta dalla speranza nella vostra grandezza d’animo, certa che, nonostante tutto, nonostante le apparenze, ascolterete la mia verità. Solo allora io mi rimetterò con serenità alla vostra volontà, dal momento che tutto il possibile è stato fatto in onore non solo alla mia causa, ma anche a quella di Freedom. Innanzi mi riprendo il diritto a un regolare processo delle accuse riservatemi senza possibilità di difesa. Avrei potuto unirmi ai Verniani in viaggio per Allerheiligen, ho scelto la via di Freedom per riscattare la mia persona ai vostri occhi e per portare la Settima Verità alla vostra attenzione, non dimentica dell’affetto, della stima e della fiducia che sempre mi avete dimostrato. Lo faccio per riconoscenza a voi, per rispetto alla mia persona e per amore di mia sorella, anche lei nelle mani occulte del Potere. Chiedo di essere ascoltata senza pregiudizi e solo allora giudicata, non dal Potere né dal Consiglio degli Anziani, avendo essi, seppur con modi discutibili, già sentenziato contro la mia persona, ma dalla giuria Vostra secondo lo Statuto Undicesimo di Freedom. Non temo il verdetto, temo che non sia fatto tutto il possibile per dare all’umanità un’altra chance. Per questo sono qui e ho bisogno anche di voi. Confido in voi perché Freedom dia una seconda possibilità di riscatto sia a me che a sé stesso…»

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«Popolo di Freedom mi rivolgo a voi con cuore sincero. Sono un ex comandante strappato alla divisa e ai suoi affetti più cari. Non ho più niente da perdere se non onore e dignità. Per questo mi apro a voi senza alcuna omertà, consapevole di essere una voce isolata contro uno status quo difficilmente intaccabile e senza prove concrete inequivocabili da addurre. Non importa, vado fino in fondo alla mia scelta, sostenuta dalla fede nel cambiamento. Io credo fermamente nella possibilità di vite alternative a Freedom e Cracovia. Io sono pronta a consacrare la mia vita alla Causa, anche se ciò può significare essere condannata a morte. La mia unica ragione di vita è ora diffondere nuova consapevolezza, portando alla vostra attenzione un mondo diverso, a cui possiamo accedere, basta volerlo. Probabilmente, subito non coglierete la potenzialità provvidenziale del messaggio, poiché la psiche ha bisogno di tempo per metabolizzare e integrare concetti esistenziali che esulano dai suoi ordinari parametri. Tuttavia, sappiamo che una dottrina valida, per quanto inizialmente incompresa e fatua, è luce che lentamente si espande fino a colmare il cielo di Freedom. Il passato ci insegna… il decadimento dei vecchi e superati principi per i nuovi illuminati determina il progresso dell’umanità, ma comporta che menti avanguardiste debbano sacrificare la loro vita esponendosi all’inquisizione del Potere. Un governo che bandisce a priori una corrente di pensiero umanistico non antepone il benessere dei sudditi, semplicemente è un governo despota che ha paura di perdere il controllo. Non esiste la verità assoluta, esiste la vita in divenire continuo che è cambiamento, metamorfosi e conseguente evoluzione. Niente è definitivo, immutabile, destinato o limitato. Questa visione è istituita dal Potere al fine del controllo. Tenendoci soggiogati, il Potere difatti garantisce immutato il proprio prestigio e la propria egemonia. Non siamo un’umanità privilegiata sopravvissuta, bensì automi meccanizzati e telecomandati da Signori Oscuri. Noi non esistiamo, vegetiamo come piante al sole coltivate in una serra. Spesso abbiamo guardato ai nostri simili sepolti vivi nelle viscere del pianeta come a uomini meno fortunati di noi, sentendoci liberi e superiori. In realtà è solo il guscio che ci differenzia dai verniani e non la condizione esistenziale di per sé. Siamo tutti esperimenti cavia di entità alienate dalla vera e autentica essenza umana. Le mie sono parole dure che scuotono la nostra natura freemana, ma continuare in questa direzione significa rinnegare e calpestare l’indole vitale del nostro essere umano. A un’esistenza alla stregua di robot, che si accendono e spengono per volontà del Potere, io scelgo la libertà di espressione individuale. Non si può coltivare il libero arbitrio in una società senza futuro, che preclude ogni altra possibilità di vita sulla terra e che ostracizza lo sviluppo umanistico delle arti, delle correnti filosofiche e delle religioni. Non ci può essere individualità reprimendo la cura dello spirito e i sentimenti nobili, quali l’amore, la compassione, la comprensione e la condivisione. Né ci può essere magnanimità emarginando i disagiati e nascondendosi dietro l’apparenza di perfezione. La realtà di essere freemano è asettica, amorfa, algida e distaccata, quanto statica, bloccata, chiusa, ristagnante e imprigionata dentro rigidi schemi di falsi miti. Siamo destinati al declino, poiché accettiamo passivamente una condizione esistenziale che non contempla la rinascita e il cambiamento. Questa è la morte più̀ atroce, la morte dello spirito umano…»

 

«www.romanzoelementale.it»

Foto copertina di Marcin Chuc da Pixabay

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