«Caro, Amore mio,

gioco a fare quella forte e invece non lo sono stata con me, la cosa più importante. io che continuavo a cercare in loro te e io che non capivo che sei dentro di me.

so che ci sei e proprio perché lo so che tutto pesa come un macigno quello che mi separa da te.

 

come il vento mi trasporto da te e penso

come il mare ci ha diviso un giorno ci unirà.

come quella lacrima salata piango l’attimo che ti ho perduto

e quello scoglio attendo l’onda che mi riporterà da te.

Tua per sempre.»                                                                 (“Isola”, inedito.)

 

Ogni Essere del Creato è unico, integro e assoluto. Emana una specifica e univoca onda animica, che combacia sinfonica esclusivamente con una sola altra, affatto complementare, bensì speculare: ogni Essere è complemento di sé stesso, un intero auto-sufficiente, originale e sferico, che ha in tutto l’Universo un solo corrispettivo speculare. Dalla com-unione sublime delle due frequenze vibrazionali scaturisce un vero e proprio big bang: la consonanza energetica perfetta esalta e amplifica all’ennesima potenza l’espansione vitale dei due Esseri, che danzano all’unisono, confluendo in uno stato d’idilliaca apoteosi. Insieme, sono un Uno immenso, che contiene entrambi intatti e che s’innalza ed espande vertiginosamente a ricongiungersi con il divino: un immenso sacro, glorioso, intoccabile, invulnerabile e indivisibile, che è un abbraccio eterno benedetto da Dio.

Per ognuno, esistono le anime gemelle, le anime care, le anime amiche e maestre, le anime simpatiche e familiari, le anime affini compatibili, le anime opposte e quelle dissonanti; e poi esiste una sola propria anima concorde, l’Anima “Amore mio”.

 

«… Meraviglioso amore mio
Meraviglioso come
Un quadro che ha dipinto Dio
Con dentro il nostro nome…»

(Arisa, Meraviglioso amore mio.)

 

L’unione magistrale custodisce e potenzia l’unicità sacra delle sue due gemme e infonde loro immane forza; ma è anche ragione suscettibile di debolezza…

 

«Come puoi darmi così tanta immunità e anche essere la mia sola mortale vulnerabilità?»                                                                    (“Isola”, inedito.)

 

Due anime Amore mio sono potenzialmente destinate a incontrarsi nell’universo delle infinite possibili variabili di gioco. Fino a quell’istante di non ritorno, il singolo può vivere tranquillamente, quasi ignaro del ben di dio che lo aspetta dietro un angolo…

Dal connubio in poi, niente è come prima. Le due anime sono s-travolte e s-coinvolte per l’eternità, in modo indelebile. Una rottura è impensabile. Può palesarsi la remota contingenza di un allontanamento, che, pur sempre momentaneo, genera indescrivibile, impronunciabile e incurabile dolore. Pur sempre momentaneo, poiché due anime Amore mio si aspettano per l’eternità, oltre la legge del tempo e le dimenticanze insormontabili: la loro voce echeggia all’unisono e l’uno porta dentro di sé l’altro, ovunque la vita li conduca distanti. Nella lontananza, le due anime abbracciano un vuoto abissale, convivendo con una profonda intima desolazione. È un malessere difficile da riconoscere, poiché giace in meandri profondi e segreti, che sfuggono naturalmente alla limitatezza propria della materica dimensione fisica.

L’amore che spesso viviamo da queste parti è una sfumatura, una variante tonale dell’Amore assoluto. In questa nostra vita di passaggio, pochi sono baciati dal proprio Amore mio.
I nostri incontri, scontri e confronti sono generalmente amori “di transito”, compartecipi al disegno divino…
Bisognerebbe vivere ogni amore nel presente, nel rispetto di sé e dell’altro, e soprattutto imparare a lasciarsi andare e a lasciare andare. Neppure l’Amore mio ci appartiene, nel senso di proprietà privata, figuriamoci qualsiasi altro.
L’amore è eterno finché dura e se dura per l’eterno è Amore mio; tutti gli altri sono per lo più variabili esistenziali passeggere, che una volta esaurito il loro compito evolvono in altrove.
Solidi e duraturi sono naturalmente anche i sentimenti per le anime care, le anime amiche e quelle familiari, nei legami davvero speciali e inviolabili; sebbene la natura eccelsa che governa queste preziose intese non sia totalizzante parimenti a quella suprema dell’Amore mio.

 

Non è mai all’ordine del giorno, tuttavia accade che due anime Amore mio s’incontrino dalle nostre parti e si riconoscano. Spesso l’una non sopravvive all’altra. La perfezione del loro idillio folgorante, inequivocabile e superbo, è mirabilmente inusuale e sbuca dallo standard collettivo, scavalcando il comune mortale feeling estetico e classista.

 

«Anche se in questa vita non siamo baciati dall’Amore mio, poiché intenti a svolgere compiti esistenziali per la nostra crescita ed evoluzione, da qualche parte nell’Universo ci sta aspettando.»

 

Foto copertina di Jills da Pixabay

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