Cammino a piedi nudi da sempre, sul sentiero vuoto di soli, nuvole, stelle e lune. Cammino con la testa in aria e le mani in tasca, senza avere la pallida idea dove la strada conduca. Non mi pongo il problema, che fatica troppo pensare; dovrei rispondermi sul senso della vita, mia… e non so da quanto esisto, se esisto, chi sono e se ho un nome, figuriamoci dove sto andando.
Inganno il tempo girovagando senza meta, assonnato e distratto. Cose mi passano accanto, mi sfiorano. Persino le urto, a mala pena le vedo, a volte c’inciampo. Riprendo il cammino farneticando, mi disturba averle tra i piedi.
Dormo da sempre e vivo un sogno, immerso nella foschia. Spiragli di luce bucano gli occhi e mi volto dall’altra parte infastidito.
Non ho amici, nemmeno immaginari. Non ho niente, né un tetto, né un giaciglio, né abiti. Non so se sono alto, basso, grasso o magro; se ho i capelli o sono rapato. Non so il colore della mia pelle o quello dei miei occhi. Non ho freddo ma neppure caldo. Non so se esisto o sono un’illusione.
Questo sono e non sono io, un perfetto Signor Nulla. Insensibile, trasparente, indefinibile.
Io sono pura antimateria nera.
Io che sono il Nulla, nulla ho, neppure una madre… Io sono grembo, il principio o meglio ciò che sta prima, il punto zero, prima del primo bang bang. Io c’ero; esplosione epocale quella! Di quelle che non si sono più viste! Di quelle che capitano una volta sola nella vita, quando ti risvegli dal sonno profondo in cui hai vegetato da una esistenza intera. Ma iniziamo daccapo. Sono sospeso nel vacuo vuoto che culla inganna stordisce e ammalia…

Soggiaccio su di un letto a luci intermittenti sotto un tetto di velluto nero
sopra un baratro di apparente vuoto vacuo. Mi lascio cullare da correnti trasparenti tiepide e serpeggianti,
sbattendo la coda. Non ho un inizio, né una fine. Sono pura emozione, assoluta, libera e incondizionata. Sono sorriso e lacrima spezzata. Sono fuoco e acqua; vento e polvere.
Io sono, punto. Io sono colmo pieno luminoso di luce abbagliante oro-rosa. Io sono pensiero e azione consapevole fine a sé stessi, senza reazione…
Io sono pura solitudine che sogna e crea, riempie ed espande, scoperchia e soverchia, ordina e scompiglia. Io sono seme e genesi. Io sono madre senza figli. Io sono terra che germoglia…
Mi espando a colmare le distanze sconfinate che mi avvolgono come spire.
Questo sono io prima del bang bang, incontro strabiliante, eclatante, stordente, incredibile quello!
Io c’ero… ma iniziamo daccapo, dal principio di tutto ciò che è.
Riempiendo distanze dopo distanze, cammino come un’isola in un mare sordo e calmo, troppo quieto per lasciarsi trasportare dalla corrente; troppo inquieto perché riesca a mantenere la rotta…

E m’infrango scintillante in un apparente vuoto pieno di antimateria esplosiva…


Foto copertina di Pexels da Pixabay

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