ยป ๐’ฉโ„ด๐’พ ๐“ƒโ„ด๐“ƒ ๐“…โ„ด๐“ˆ๐“ˆ๐’พ๐’ถ๐“‚โ„ด ๐’น๐’พ๐“‹โ„ฏ๐“ƒ๐“‰๐’ถ๐“‡โ„ฏ ๐’ธ๐’พโ„ดฬ€ ๐’ธ๐’ฝโ„ฏ ๐“ƒโ„ด๐’พ ๐“‹โ„ดโ„Š๐“๐’พ๐’ถ๐“‚โ„ด โ„ฏ๐“ˆ๐“ˆโ„ฏ๐“‡โ„ฏ ๐“‡๐’พ๐“‚๐’ถ๐“ƒโ„ฏ๐“ƒ๐’นโ„ด ๐’ธ๐’พโ„ดฬ€ ๐’ธ๐’ฝโ„ฏ ๐“ˆ๐’พ๐’ถ๐“‚โ„ด. ยซ

La frase potrebbe suggerire che, per diventare il nostro Io ideale (spesso, ahimรฉ, pure condizionato e non autenticamente proprio!), occorre cambiare noi stessi; che siamo sbagliati da correggere. Vorrebbe dire che non siamo abbastanza per essere il nostro โ€œidoloโ€, per cui dobbiamo rinnegare o comunque snaturare noi stessi, sperando almeno che il nostro idolo corrisponda sincronicamente ed essenzialmente al nostro Sรฉ superiore, verso cui cosmicamente tendiamo. Questa รจ una delle interpretazioni possibili, che, per quanto opinabile e arbitraria, รจ comunque, aggiungerei, spaventosamente dannosa, andando a incrementare il consumismo dellโ€™Io.

๐™ด๐šœ๐šœ๐šŽ๐š›๐šŽ puรฒ avere valenza semantica di โ€œpsicheโ€, โ€œindole profondaโ€, โ€œanima autentica e originariaโ€; ma anche di โ€œespressione, manifestazione del Sรฉโ€. La seconda interpretazione in questo contesto mi convince di piรน: ๐™ด๐šœ๐šœ๐šŽ๐š›๐šŽย in quanto il prodotto dei nostri pensieri. Quei pensieri che, determinando lโ€™azione, innestano la realtร . Mi riferisco al modo in cui ci approcciamo al mondo, per cui la Vita di riflesso si mostra a noi. Come percepisco me stesso condiziona la visione di me nel mondo, quindi il mio modo di rapportarmi allโ€™esterno e conseguentemente di agire, laddove lโ€™azione ha lโ€™effetto di suggestionare la realtร , lo scenario esistenziale.

Noi siamo essenzialmente permanentemente noi stessi, seppur in espansione conoscitiva ed evolutiva. Lo spirito resta intatto nella sua unicitร  autentica originaria per ciรฒ che sostanzialmente รจ; cambia, non nel senso che puรฒ diventare qualcosa dโ€™altro, snaturando sรฉ stesso, bensรฌ in quanto cresce, si evolve ed espande in consapevolezza, ampliando i propri orizzonti percettivi.

Cercare di cambiare con lโ€™ego il nostro Sรฉ profondo, la nostra indole animica, vuol dire porre resistenza alla nostra evoluzione, rinnegare noi stessi, disconoscersi, fino a morire dentro.

Il Sรฉ innato per sua natura aspira a maturare in consapevolezza e di conseguenza a essere per cui esprimersi e agire. Non puรฒ cambiare il suo vero volto sarebbe come perdere la propria identitร , unicitร , ma puรฒ scegliere il costume, la parte e il palcoscenico con cui esibirsi, mettersi in gioco, esperimentare e quindi edificare in divenire sรฉ stesso e la vita in sรฉ.

Ecco che la frase assume per me un tono piรน convincente riscrivendolaโ€ฆ

ยป ๐’ฉโ„ด๐’พ ๐“ƒโ„ด๐“ƒ ๐“…โ„ด๐“ˆ๐“ˆ๐’พ๐’ถ๐“‚โ„ด ๐’น๐’พ๐“‹โ„ฏ๐“ƒ๐“‰๐’ถ๐“‡โ„ฏ ๐’ธ๐’พโ„ดฬ€ ๐“‹โ„ฏ๐“‡๐“ˆโ„ด ๐’ธ๐“Š๐’พ ๐“‰โ„ฏ๐“ƒ๐’น๐’พ๐’ถ๐“‚โ„ด, ๐’ถ๐“ˆ๐“…๐’พ๐“‡๐’พ๐’ถ๐“‚โ„ด โ„ฏ๐’น โ„ฏ๐“โ„ฏ๐“‹๐’พ๐’ถ๐“‚โ„ด, ๐“‡๐’พ๐“‚๐’ถ๐“ƒโ„ฏ๐“ƒ๐’นโ„ด ๐’ธ๐’พโ„ดฬ€ ๐’ธ๐’ฝโ„ฏ ๐“…โ„ฏ๐“ƒ๐“ˆ๐’พ๐’ถ๐“‚โ„ด โ„ฏ ๐“†๐“Š๐’พ๐“ƒ๐’น๐’พ ๐’ถโ„Š๐’พ๐’ถ๐“‚โ„ด. ยซ

 

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