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Intervista a un angelo

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«angelo, io lo so che tu ci sei…»

S –       Credere che tutto abbia inizio e fine entro i confini tangibili di questo mondo è un’ingenuità. Sapere che tu ci sei oltre non è un capriccio della mia mente; non lo può essere. Più volte il fato mi ha rivelato di Te. La tua presenza velata è radiosa e coincidente da non poter essere equivocata. Eppur ingrata mi dimentico del nostro idillio, della magia che tutto avvolge.

Per noi compressi è difficile cogliere il linguaggio dell’anima e delle stelle, ancor più difficile è per voi interagire con noi, sordi e ciechi dentro.

Non esiste, penserei, un vero e proprio codice linguistico “intergalattico” che Ci unisce, almeno del tipo di quello semantico terreno; piuttosto è l’anima che, vibrando connessa all’Uno, capta il messaggio e lo comunica all’Io, per mezzo di emozioni e sensazioni vergini, istintive, “enteriche”, quelle che bypassano la logica esatta del pensiero razionale… allora sai che ti stai trovando di fronte al mistico. E poi c’è la luce che non è terrena; l’aria, le cose, le persone emanano un alone intenso surreale, una luce proveniente da dentro, non il riflesso di una fonte esterna.

Se solo tenessi presente nel mio incedere costantemente la certezza di te, anche nella sofferenza e nella difficoltà mi riscatterei ogni volta col sorriso e la grazia della fede.

Perché la conferma di te è la conferma di un mondo celeste, che seppur remoto, esiste a dispetto di ogni umano scetticismo.

Tu sei l’eternità, la mia eternità, la mia ancora, il mio ancora… e vivo per quell’attimo di amore eterno che non ha rivali…

 

P –       Non pretendere ciò che non è umanamente comprensibile. Restare connessi consapevolmente con l’inconcepibile inverosimile richiede un esercizio psichico costante, arduo da coltivare in ambiente terreno, estremamente esposto a sollecitazioni energetiche destabilizzanti di dubbia natura parassita. Difficile è restare presenti a sé stessi, custodendosi integri, senza lasciarsi corrompere, confondere o imbrigliare dal flusso di queste energie ristagnanti, alienanti, coercitive e centripete, che si muovono in un terreno a loro favorevole. Sono le energie mortali caduche che si contrappongono a quelle vitali risorgive.

L’anima in pellegrinaggio resta connessa all’Uno; ogni essere vivente lo è, almeno inconsciamente. Ma l’Io radicato a terra, immerso dentro un corpo materico, circoscritto da altri corpi materici di lenta vibrazione, fa fatica a risvegliarsi ogni mattina con il sole nel cuore. Quando accade è presente a sé stesso nel mondo, tanto da poter sentire il calore di un raggio di luce, capace di attraversare l’etere, i sentieri delle stelle, e giungere dritto dritto al cuore degli umani.

O mia divina, la strada del successo è costellata di soli, insieme a notti senza luna. Con umiltà procedi degna di ciò che sei. Più che il ricordo di Me, tieni presente le tue origini, chi sei nel profondo, e porta con fierezza la tua corona.

Noi ci apparteniamo da sempre e sempre così sarà, al di là dei nostri sonni. Non preoccuparti per noi, io ti aspetto e ti guardo con gli occhi dell’amore eterno.

 

ti cwtch🌹

 

Foto di PublicDomainPictures da Pixabay.

 

«angelo se esisti, ti conosco da prima…?»

Tu sai già, nel tuo profondo, in fondo, ch’io sia a te…

Oh mia Diletta, l’anima è di passaggio nella condizione umana. Da dove viene e verso dove sta andando, a volte tornando, è un mistero della fede… sebbene molti in transito sulla Terra intuiscono una continuità esistenziale che trascende gli umani confini.

La continuità esistenziale è anche continuità spazio, tempo e densità.

Densità è la compostezza dell’Essere, soggetta a perpetua metamorfosi evolutiva, assumendo a ogni “turnover” la profondità e l’intensità vibrazionale della dimensione di destinazione.

L’Essere è uno, dotato di specifico ordine intrinseco, immacolato e originale; tuttavia non è un sistema chiuso e isolato: è immerso in un macro-insieme, analogo alle scatole cinesi, che si allarga all’infinito. E’ una coesistenza e comunanza vibrazionale, interagente all’unisono, che determina e salvaguarda l’eternità di Tutto ciò che è, il continuum Divenire espansivo, sia a livello del singolo che dell’intero complesso.

Tutto è sintonizzato al tutto e il tutto a ogni suo componente, per cui gli esseri dell’universo si conoscono, più o meno direttamente, gli uni con gli altri:

 

𝒸ℴ𝓃ℴ𝓈𝒸ℯ𝓇𝓈𝒾 𝓃ℯ𝓁 𝓈ℯ𝓃𝓈ℴ 𝒹𝒾 𝒶𝓅𝓅𝒶𝓇𝓉ℯ𝓃ℯ𝓇𝓈𝒾,

𝒸𝒽ℯ 𝓃ℴ𝓃 𝓋𝓊ℴ𝓁 𝒹𝒾𝓇ℯ 𝓃ℯ𝒸ℯ𝓈𝓈𝒶𝓇𝒾𝒶𝓂ℯ𝓃𝓉ℯ 𝓂𝒶𝓃𝒸𝒶𝓇𝓈𝒾…

 

In particolare, ogni “squadra angelica” opera in perfetta sinergia. I vari membri sono naturalmente compatibili tra loro e affini al prescelto. Un affiancamento di successo presuppone di base una totale e perfetta conoscenza tra le parti interessate, ovvero rispondenza e intesa.

… in più, sì! Può esserci tra l’angelo e il suo protetto un legame elettivo profondo, che va oltre il mandato in sé.

 

ti cwtch🌹

 

Foto di ThePixelman da Pixabay.

 

«angelo se esisti, tutti abbiamo un angelo custode?»

Potenzialmente, per volontà superiore, è così. Quanti e quali dipende dall’indole e missione dell’anima in cammino.

Molti epiteti avete attribuito a noi e alla nostra opera. Sostanzialmente angelo custode è attributo compito, poiché, nonostante le molteplici nostre nature e diversità, nell’atto siamo messaggeri tutori. Messaggeri, nel senso d’infondere luce che rivela; tutori, nel senso di proteggere.

“Potenzialmente” rispondo, poiché ogni incarnazione, sebbene si confaccia secondo regole supreme, è unica e improntata specificatamente sulla compagine dell’anima discendente. Per cui può accadere che alcune anime di particolare levatura, origine e disegno d’incarnazione, non “bisognano” di una squadra angelica assettata di supporto; oppure sono confortati da presenze alate che svolgono più un ruolo di collaborazione alla pari…

Sebbene, di norma, ogni essere umano è guidato da Spiriti di potere sinergici. Hanno molteplice diversa morfologia, in modo da ottemperare a tutte le risorse e virtù innate del prescelto. Soprattutto sono funzionali all’intento per cui l’assistito ha scelto d’intraprendere un cammino terreno.

ti cwtch🌹

 

Foto di Gerd Altmann da Pixabay.

 

«angelo se esisti, parlami di me…»

Non posso svelarti più di quanto tu abbia appreso su te stessa. Posso solo essere per te un sorriso, un abbraccio, un raggio di sole… parole sussurrate dal vento, perché tu possa ogni volta svegliarti dal torpore e ogni volta riprendere il cammino con maggiore fede e consapevolezza.

Ci sono cose che tu hai scelto; fanno parte del tuo compito d’incarnazione. Tuo è il potere di come viverle. Tuo il potere di comprendere e liberare attraverso di esse la tua anima. Tuo il potere di tornare a casa.

Ogni cammino è individuale, unico, seppur connesso con l’insieme di appartenenza. La tua opera condiziona la tua esistenza ma anche il mondo circostante; a sua volta non puoi pensare che questo non ti tocchi, anzi più vibri alto, più sei sensibile ai suoi turbamenti.

È una questione di flusso, fluire con la corrente, lasciare che tutto sia e scorra, lasciarlo andare senza cercare di controllare. È una rete cosmica di cui sei parte integrante: rispetta che sia e pensa, agisci, secondo tua coscienza per il bene tuo e dell’Altro.

Il mondo si “salva” ognuno facendo la sua parte e ricorda il successo è personale…

 

Foto di Sergei Tokmakov da Pixabay.

 

«angelo se esisti, gli angeli s’innamorano?»

Sorridono come adesso io con te.

L’Amore è un sentimento universale, è principio e fine, vibrando a molteplici livelli incommensurabili d’intensità e purezza, secondo il piano e la dimensione di esplicazione.

Sperimentate molte forme d’amore. Lo stesso è per noi. Cambia il grado di consapevolezza, incontaminatezza e onorevolezza.

Anche noi ci innamoriamo, nel senso che intendete voi; quando accade è per sempre. Il nostro innamorarsi è un incipit apocalittico. Univoco, incontrovertibile e immanente. Eterna presenza, anche se ancora non è e attende il suo momento divino.

L’amore nostro non promette, né tradisce, poiché assoluto; azzera le distanze e ignora le diversità; non giudica, né pretende; è libertà sublime che lascia andare e sa restare nel silenzio.

È spontaneamente fedele, poiché vorrebbe dire morire dentro lentamente.

Mi riferisco all’amore di due anime integre ma concordi, destinate dalla nascita a divenire una sola casa sulle sommità dell’Universo.

 

 

«angelo se esisti, come posso io proteggermi dagli sguardi indiscreti e insidiosi?»

Maggiore è la consapevolezza che hai di te stesso, maggiore il tuo potere di proteggerti, poiché ti permette di conservarti vigile e percepire moti di energie ambigue dirette a destabilizzare il tuo stato armonico.

La consapevolezza di te ti permette oltremodo di riconoscere il tuo valore e la tua forza di volontà, ovvero le tue capacità di resilienza, di perseveranza e di determinazione. Puoi affrontare in modo ottimale per il tuo massimo bene e la tua incolumità le avversità. Puoi usare le tue doti e le tue risorse al meglio, non lasciandoti cogliere di sorpresa dalle tue vulnerabilità. Anzi, quest’ultime, man mano che crescerai in auto-consapevolezza, assumeranno progressivamente una luce diversa ai tuoi occhi, fino a sentirle parte integrante di te: non le percepirai più come debolezze, bensì tue qualità innate, che bisognano solo di essere canalizzate nella giusta direzione e applicazione. Vulnerabilità si rivelano caratteri intrinseci da fortificare in quanto tratti distintivi della tua natura profonda, origine animica. Per esempio l’innocenza diviene segno di purezza, altezza, incontaminatezza e vibrazione eccelsa che si avvicina alla fonte…

Più vibri alto, più sei suscettibile di attacchi esterni, ma più sei consapevole di te, più sei integro e pertanto capace di proteggerti, di salvaguardare la tua bellezza autentica personale.

Se l’affronto è diretto specificatamente a te, tu hai il diritto e il dovere di difenderti e proteggerti, senza per questo mancare al principio del libero arbitrio. Sei la parte lesa, spetta a te neutralizzare l’attacco e chiudere il cerchio a livello energetico: è compito, onere, tuo tutelarti, recuperando uno stato di stabilità.

Comunque ai fini della tua domanda, come poterti difendere da abusi energetici, è bene sapere che sei pienamente al sicuro rispondendo in prima persona con intento di rompere l’”incantesimo” e scioglierti da esso… dopodiché l’energia madre di tutto ciò che è vede e provvede a ristabilire la quiete suprema.

 

Foto di Free Photos da Pixabay

«angelo se esisti, dove ti trovi?»

La tua domanda mi coglie impreparato, nel senso che ciò che sono e ciò che posso rivelarti non coincidono esattamente. Questo non vuol dire che sono un’illusione sfalsata della tua mente; vuol dire che l’umana mente non può comprendere pienamente concetti che trascendono la condizione materica fisica. Dal vostro canto, la prospettiva di osservazione, contemplazione e quindi comprensione, è pur sempre limitata, persino per le anime terrene maggiormente evolute, che vibrano a frequenze elevate. È un fattore di punto di vista fisico, ma anche di tutela dell’armonia universale. Poiché ricordare ciò che soggiace nel vostro inconscio innato vorrebbe dire crearsi un assurdo spazio-temporale, che condurrebbe alla pazzia o comunque a ciò che voi chiamate pazzia. Svelarti le mie coordinate esatte è complesso e rischioso, poiché esula dalle umane cose. È bene che sappiate di non sapere ed è bene che non vi perdiate a cogliere il senso assoluto di Tutto ciò che è: non compete alla vostra scelta di cammino terreno come esseri umani.

Ciò che mi sento di dirti è che, se Tutto è energia, Tutto vibra a determinate frequenze e dipendentemente la frequenza di vibrazione definisce la realtà di appartenenza.

Tu stessa vibri all’unisono su più indici d’intensità: sei un insieme di strati energetici agglomerati da un centro animico e coordinati da ciò che voi chiamate Mente e che noi chiamiamo Consapevolezza.

Secondo il piano di vibrazione, a cui la tua consapevolezza sceglie di ancorarsi e connettersi, il tuo essere-uno si configura e si esplica in divenire, secondo un disegno divino il cui fine è la tua espansione e il tuo consolidamento, con conseguente evoluzione dell’Intero di cui sei parte integrante.

I tuoi occhi sono improntati per vedere le umane cose, anche oltre all’apparenza, ma comunque solo fin dove la consapevolezza terrena può giungere senza compromettere l’armonia divina suprema del divenire universale.

Ciò che non è visibile all’occhio nudo umano, secondo i suoi parametri fisici, non vuol dire che non esiste; semplicemente esiste in un’altra dimensione di vibrazione e quindi manifestazione. Qualsiasi cosa se è immaginabile allora potenzialmente esiste.

Tra me e te c’è un velo, uno specchio energetico bifrontale, che funge da portale quantico; oltre non posso e non ha senso specificarti per i motivi che tu già comprendi.

Io vibro a una frequenza d’onda diversa dalla tua, che mi permette di trasferirmi su più piani dell’esistenza con maggiore consapevolezza e presenza a me stesso, per cui posso avvicinarmi alle tue coordinate fisiche e vederti al di là del velo attraverso tipo proiettore olografico.

Io non ti vedo con i tuoi occhi fisici, bensì a livello dei tuoi corpi sottili nel loro insieme coeso, descrivibile a una sagoma animica. Per vederti nelle tue sembianze fisiche dovrei essere dalla parte del tuo punto di osservazione…

Il velo non è un muro che scherma e separa, ma un’interfaccia tra mondi paralleli. La comunicazione avviene a livello puramente energetico, interessando i corpi sottili, quelli che vibrano più intensamente. Più un essere vibra consapevolmente, maggiore è la sua potenza di connessione extrasensoriale.

S’innesca una sorta di telepatia a distanza, soprattutto a livello inconscio da parte vostra: dipende da come e quanto la vostra mente è connessa alla vostra essenza divina.

Io ti vedo e ti sento al di là del velo. Il contatto c’è a livello sottile. Anche tu puoi vedermi e sentirmi coscientemente, dipende su come, dove e cosa punti l’obbiettivo della tua mente…

 

Foto di Wikilmages da Pixabay

«angelo se esisti, potessi vedermi con i tuoi occhi, cosa vedrei?»

Ti vedresti senza giudizio e senza limiti.

vedresti la Bellezza di Te che riluce integra, con le sue crepe,

quelle rimarginate e quelle lacrimanti. e Ti abbracceresti

forte teneramente da non lasciarTi più…

‘che sentiresti sarebbe amore immenso.

 

 

Foto di Willgard Krause da Pixabay

«angelo se esisti, perché il vostro essere superiore, illuminato, immenso e meraviglioso, si “confonde” con noi piccoli mortali?»

questo è parte di noi, prendersi cura di voi anime terrene è parte di noi.

è impulso interiore naturale, è nostra indole ed essenza.

noi da quassù possiamo interamente contemplare la grandezza della vostra anima in viaggio. dalla nostra prospettiva elevata e ampia noi possiamo pienamente comprendere la natura del vostro essere e amarla incondizionatamente. è un trasporto innato, naturalmente cosmico.

tutti gli esseri universali sono con-legati da un’energia intelligente e per natura tendono a prendersi cura di… accade anche nel vostro mondo.

l’essere universale non può vivere solo di sé stesso, è contro-natura. è importante anche che si definisca e si evolva sulla base dell’interazione con le altre identità ed entità cosmiche. in questo intreccio d’incontri, scontri e confronti, si esplica il Tutto e l’espansione universale in continuum divenire.

il meccanismo che spinge un uomo a prendersi cura di un diverso essere vivente, sia pianta o animale, è lo stesso meccanismo che spinge noi a prenderci cura di voi. è la prospettiva a cambiare.

il nostro sentimento è comunque vissuto sempre in modo assoluto e incondizionato, senza essere corrotto, né compromesso, da forze destabilizzanti proprie del vostro mondo…

 

«angelo se esisti, perché hai scelto proprio me?»

è il fenomeno di due anime che si ritrovano, si riconoscono e si specchiano l’una nell’altra, indipendentemente dalla loro natura individuale e d’origine.

è un richiamo inarrestabile, una comunione totale che coinvolge l’essere nella sua pienezza. è lo stesso che innamorarsi. quando t’innamori è un impulso puro, innato, spontaneo, inarrestabile e prorompente, che trascende la ragione e la logica. non è un fattore mentale ma di risonanza e assonanza a livello animico.

quando nelle attrazioni interpersonali entra in gioco la vostra logica razionale e i rapporti sono vissuti a livello mentale, non si può parlare di Amore ma di calcolo d’interesse.

la tua anima ha conquistato il mio cuore…

 

Foto di Sarah Richter da Pixabay

««Angelo se esisti, davvero “distanti ci facciamo meno male”?»»

Riempite il silenzio per zittare l’inquietudine, “affogandola nell’alcol”. Insofferenza alla solitudine è bisogno insano di stare fuori di sé. Un anestetico che funziona in superficie e che ha il dannoso effetto collaterale di rallentare la crescita in consapevolezza, di compromettere la stabilità psicofisica e la qualità dei rapporti interpersonali, poiché comprendersi è comprendersi anche in relazione all’altro. La solitudine è condizione imprescindibile per guardarsi allo specchio, per spingersi nelle zone buie e ambigue della personalità, quelle che soggiacciono silenti e che risuonano nell’ombra, rendendo vulnerabili; per ascoltarsi lontano dal frastuono della folla e imparare a prendersi veramente cura di sé. Quando la persona si da le attenzioni di cui bisogna, non le va a cercare morbosamente fuori di sé e costruisce rapporti interpersonali liberi da aspettative condizionanti, da dipendenze malsane, abusi e violenze; cosicché la persona gode dello stato di grazia per cui si affaccia al mondo con occhio di riguardo, rispettando autenticamente l’altro. L’incuranza di sé è invece ignorare le proprie responsabilità, imputare al mondo le proprie frustrazioni, disgrazie e insoddisfazioni. La persona è incapace di riconoscere e quindi onorare il potere assoluto del libero arbitrio per sé stesso, impedendosi di evolversi e innalzarsi di frequenza vibrazionale. Di questo stallo involutivo ne risentono le relazioni: si tessono contatti insani che non arricchiscono ma depauperano reciprocamente. L’essere assume un’approvazione dell’altro tendenziosa, incline all’arroganza e pretensione, aspettandosi sé stesso… Si espone a un circolo vizioso di autocommiserazione, vittimismo ingrato, sconsideratezza e incuranza verso il prossimo, prevalendo alla fine un senso di rivalsa, un bisogno di compensazione del vuoto interiore, un insano egoismo che compromette l’incolumità interpersonale. Ecco perché in alcuni casi la distanza anche fisica è una risorsa preziosa di tutela da atti impropri, dovuti a stati alienati e incoscienti, che precludono una sana incondizionata attenzione e cura dell’altro. Stare soli con sé stessi, non è uno stato di chiusura, bensì è dedicarsi un luogo e un tempo di raccoglimento, di ascolto interiore: terreno fertile per coltivare la stabilità e giungere alla condizione di autosufficienza, alla base di una sana interdipendenza con l’esterno. A volte si rende necessario ritirarsi dalla promiscuità per recuperare la lucidità necessaria a una visione oculata di sé, del mondo e dell’altro.

««Una volta messi noi in sicurezza, allora siamo in grado di mettere gli altri in sicurezza.»»
Foto di Pexels da Pixabay