istruzioni per l’uso

Volevo scrivere un testo che introducesse la personalità di “Blank rain” e le sue rubriche. Volevo sorprendervi. Affascinare, senza “nauseare”. Continuavo a girarci intorno, poco convinta del risultato.

Possiamo interpretarlo un segno nefasto, gentile invito a mollare, oppure un eccessivo zelo per inquietudine da principiante.

Prendo respiro, lasciandomi andare, senza processare ogni parola, rischiando d’investirla di fredda eleganza.

In fondo, la ragione di questa insofferenza è il mio disagio a etichettare, classificare e incasellare persone e cose. Definire, titolare, è in qualche modo confinare entro certe aspettative; mentre nessuna creatura è potenzialmente statica e prevedibile, bensì ha un’indole dinamica, propria dell’ordine naturale dell’esistenza, che matura e si evolve in divenire, per crescere in consapevolezza. Non vuol dire mancare d’identità, integrità e individualità, anzi queste sono sacre e inviolabili, o almeno dovrebbero esserlo e dovrebbero essere sempre tutelate.

Blank rain è “b.rain”, è fluidità e apertura ad amplificare la frequenza.

È un loft… uno spazio aperto nell’etere, in cui rifugiarsi con i propri pensieri, sogni e inquietudini, nel rispetto reciproco dell’unicità personale, poiché è la bellezza speciale, in fondo a ogn’Uno di noi, che salva il mondo.

È pioggia nel deserto, la sua nobile aspirazione, quella d’infondere parole che siano stimolo di primavere dell’anima nei giardini della Vita.

Esordisce in un momento delicato, lo viviamo insieme, ognuno con la sua realtà e le sue ombre. Colti da marasmatico pandemonio, l’immagine dell’arcobaleno, ponte tra cielo e terra, dopo la tempesta, ci sorride per risvegliarci avveduti in un mondo di cui prendersi cura…

Simona Silvestri.

(foto di copertina – Pezibear da Pixabay)